Il prezzo all’ingrosso dell’elettricità in Italia è arrivato lunedì a una media giornaliera di 197,71 euro al megawattora: un livello che non si vedeva dall’inizio del 2023. Il giorno precedente il valore era fermo a 165,39 euro, con un rialzo del 19,5% in appena ventiquattr’ore. Nelle ore centrali della giornata il prezzo ha toccato una punta di 305 euro al MWh, mentre per martedì il mercato indica una lieve discesa a 194,94 euro. La tensione sui listini resta comunque alta. Lo riporta Il Sole 24 Ore, citando i dati del mercato elettrico all’ingrosso.
Il rincaro dipende soprattutto dal gas, che resta la fonte a fissare il prezzo marginale dell’elettricità in Italia per la maggior parte delle ore, comprese quelle coperte dalle rinnovabili. A capo di Nomisma Energia, il centro di ricerca italiano specializzato nel mercato dell’energia, c’è Davide Tabarelli, che spiega come il costo del metano sia cresciuto nel corso dell’estate. Alcune centrali italiane a ciclo combinato faticano intanto a trovare l’acqua che serve per raffreddare i macchinari, anche se per ora non si registrano blocchi.
La situazione italiana si inserisce in uno scenario continentale già in difficoltà. La Francia, da cui l’Italia importa la quota maggiore della propria elettricità, attraversa una fase di capacità ridotta, e questo spinge al rialzo i prezzi su tutta la rete interconnessa. Tabarelli segnala inoltre che lo scarto tra il prezzo all’ingrosso e il costo di produzione delle centrali a gas è salito in questi giorni fino a toccare i 50 euro per megawattora: un margine ben oltre la norma.
A spingere i consumi contribuisce anche il caldo. Le temperature di questi giorni superano di oltre cinque gradi la media del periodo, con un effetto diretto sull’uso dei condizionatori nelle ore più calde. A questo si somma una domanda industriale che, secondo Tabarelli, resta sostenuta anche ad agosto: diverse aziende stanno rimandando la chiusura estiva, un comportamento diverso rispetto agli anni passati.
La produzione di energia idroelettrica, inoltre, è scesa ai minimi in diversi Paesi europei, aggravando la scarsità di elettricità disponibile sul mercato continentale. Un problema simile al raffreddamento delle centrali a gas riguarda anche l’energia nucleare francese. Nel punto più critico dell’ondata di calore, dodici reattori francesi hanno visto ridursi o interrompersi oltre nove gigawatt di potenza, una quota che sfiora il 15% della potenza nucleare complessiva della Francia. In Ungheria è stata fermata del tutto la centrale di Paks, impianto nucleare sul Danubio, perché il fiume non garantiva più portata sufficiente al raffreddamento. In Romania, per lo stesso motivo, due reattori dell’impianto di Cernavoda sono stati bloccati. Se un episodio simile dovesse colpire anche il territorio francese, avverte Tabarelli, la pressione sui prezzi italiani rischierebbe di aggravarsi ulteriormente.
Per chi paga l’elettricità a un prezzo variabile legato al mercato all’ingrosso, l’effetto di queste settimane arriverà nella bolletta di agosto e settembre. Chi ha un contratto a prezzo fisso resta protetto fino alla prossima scadenza: è comunque il momento di controllare quando cade il rinnovo.
Dati ed elementi raccolti da Il Sole 24 Ore nell’edizione di lunedì 3 agosto 2026; il commento arriva da Davide Tabarelli, a capo di Nomisma Energia.