Il deputato del Pd Emiliano Fossi, che nel partito guida la segreteria toscana, ha presentato alla Camera una proposta di legge nazionale per finanziare il congelamento degli ovociti. Il testo stanzia fino a tremila euro per chi ha tra 25 e 39 anni e un Isee sotto i trentamila euro, sul modello già attivo in Toscana. La proposta punta a rendere la procedura accessibile ovunque in Italia, senza differenze da regione a regione.
La tecnica consiste nel prelevare un certo numero di ovociti e conservarli attraverso la vitrificazione, così da poterli usare in futuro in un percorso chiamato procreazione medicalmente assistita, o Pma. Gli ovociti calano di numero e di qualità con l’età. Conservarli da giovani non garantisce comunque una gravidanza: il risultato dipende soprattutto dall’età della paziente quando gli ovociti vengono prelevati, e da quanti riesce a conservarne. Il congelamento per scelta personale è un percorso diverso da quello richiesto per motivi clinici, per esempio prima di cure che rischiano di danneggiare le ovaie: in quel caso non c’è alcun contributo pubblico in discussione.
Il problema che la misura prova a risolvere è soprattutto economico. Tra la stimolazione ormonale, il prelievo e la conservazione in laboratorio, il conto finale arriva spesso a svariate migliaia di euro, una cifra che oggi tiene fuori chi non può permettersela. Fossi la presenta come una soluzione ponte, valida finché il Parlamento non deciderà se includere la procedura in modo permanente tra i Lea, le prestazioni sanitarie che il sistema pubblico assicura in tutta Italia. Il fondo potrebbe entrare già nella prossima manovra economica. In Parlamento circolano intanto altre proposte sullo stesso tema, con platee e importi diversi.
Le Regioni si sono mosse già da sole, con misure diverse tra loro. È stata la Puglia ad aprire la strada nel 2025, con fino a tremila euro per le residenti tra 27 e 37 anni e un Isee sotto i trentamila euro. In Sicilia è stato il Movimento 5 Stelle a proporre un pagamento una tantum per chi ha tra 27 e 40 anni. In Toscana il Pd aveva già varato, ad aprile, lo stesso aiuto per la fascia tra 25 e 39 anni che ora porta in Parlamento. Anche la Lombardia è entrata in gioco nelle scorse settimane. Il Consiglio regionale ha votato, a luglio, un atto d’indirizzo che chiede alla Giunta di sostenere con contributi o voucher la crioconservazione degli ovociti, e di rafforzare le campagne informative sulla fertilità.
C’è già un’altra proposta che punta più in alto. La deputata Carmen Di Lauro, M5S, ha depositato un testo alla Camera lo scorso 28 luglio, che vuole portare la crioconservazione dentro i Lea: chi ha tra 27 e 35 anni la otterrebbe gratis. Il testo attende ancora di essere calendarizzato.
Per chi valuta il congelamento oggi, il contributo nazionale resta un’ipotesi legata alla prossima manovra di bilancio. Chi vive in Puglia o in Toscana può già verificare se rientra nei requisiti regionali; altrove il costo pieno della procedura resta a carico della paziente.
Dati e dettagli della proposta riportati da Open, articolo di Chiara Pancari pubblicato il 17 agosto 2026.