Bruxelles ha scelto di non chiudere la procedura di infrazione aperta contro l’Italia sulla direttiva Case green. Il motivo è semplice: Roma non ha ancora consegnato il proprio piano nazionale per ristrutturare gli edifici. Lo ha riportato QuiFinanza giovedì 1 ottobre.

Non si tratta di una multa. L’infrazione è una procedura a tappe, e le sanzioni arrivano, se arrivano, soltanto alla fine del percorso. Per ora Bruxelles ha concesso due mesi per mettersi in regola.

L’Italia non è sola in questa situazione. Il gruppo dei ritardatari ne conta nove in tutto: oltre a Roma ci sono Polonia, Malta, Ungheria, Irlanda, Slovacchia, Belgio, Lussemburgo e Repubblica Ceca.

Il piano nazionale è il documento con cui ogni Paese spiega come intende ridurre i consumi energetici delle abitazioni e delle altre costruzioni. Deve contenere una mappa dettagliata degli immobili esistenti, le risorse economiche per aiutare i nuclei familiari, più gli interventi contro la povertà energetica. Senza questo testo la direttiva resta sulla carta.

Gli obiettivi europei sono graduali. Il traguardo finale è un parco edilizio senza emissioni entro il 2050. Per le case, l’energia primaria consumata in media deve calare del 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Più della metà del risparmio, il 55%, deve arrivare dagli immobili in classe energetica G e F, quelli che consumano di più.

Su questa direttiva circolano parecchie semplificazioni. La più diffusa riguarda un presunto divieto di vendere o affittare le case nelle classi peggiori. QuiFinanza precisa che la norma europea non lo prevede. Nessun proprietario viene punito perché non riesce a pagare i lavori di riqualificazione.

Anche le caldaie a gas già installate restano dove sono. Nessuno le requisisce. Sono stati invece cancellati gli incentivi che ne finanziavano l’acquisto, e questo è un fatto diverso.

Il piano non coinvolge tutti gli edifici. Sono esclusi i fabbricati storici e vincolati, i luoghi di culto, le case vacanza occupate meno di quattro mesi ogni anno e le strutture isolate sotto i 50 metri quadrati.

Che cosa succede se i due mesi passano senza il documento? Bruxelles può portare l’Italia davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Se i giudici ravvisassero la violazione degli obblighi comunitari, potrebbero arrivare sanzioni finanziarie, che si applicherebbero finché la direttiva non viene recepita. Siamo quindi davanti a una possibile conseguenza futura, non a una decisione già presa.

Un limite del quadro va detto con chiarezza: QuiFinanza non indica l’importo di eventuali penalità né i tempi del giudizio. Qualsiasi cifra circolata finora sarebbe una stima, non un dato.

Per i proprietari, il passaggio da seguire non è la scadenza in sé ma il contenuto del piano. Quando Roma lo presenterà, si capirà quali fondi sono previsti per le ristrutturazioni e se gli incentivi tornano per chi ha una casa in classe F o G.

Secondo QuiFinanza, articolo di Emanuela Colatosti pubblicato giovedì 1 ottobre 2026.