Le immatricolazioni di auto nuove nell’Unione europea sono salite del 5,3% nei primi otto mesi dell’anno: il totale supera i 7,5 milioni di veicoli registrati nel periodo. Lo comunica l’Acea, l’associazione dei costruttori automobilistici europei, in un bollettino diffuso giovedì 24 settembre.

Il dato arriva nonostante i prezzi dell’energia più alti e le tensioni geopolitiche che pesano sui bilanci dei produttori. Il mercato aveva già chiuso il primo semestre in salita, con un balzo del 13,6% delle nuove targhe registrato a giugno.

Chi guida ancora il mercato è il gruppo Volkswagen, con una quota del 25,9%. Alle sue spalle si piazzano Stellantis, al 15,9%, e Renault, al 10,4%. Il vero scossone arriva dai marchi cinesi: Leapmotor cresce del 426,8%, Chery del 251% e BYD del 163%, mentre negli Stati Uniti Tesla mette a segno un balzo del 65,9%.

Sul fronte opposto arretrano Alfa Romeo, giù del 23,9%, mentre Ford perde il 17,7%, Hyundai il 12,7% e Dacia il 9,8%. I marchi storici perdono terreno proprio mentre i nuovi arrivati asiatici guadagnano spazio.

Il motore termico continua a ritirarsi. Le vendite scendono del 18,6% e ora pesano appena il 21,7% sul totale del mercato, contro il 28,1% di dodici mesi fa. Le auto elettrificate, cioè elettriche pure, ibride e ibride plug-in, coprono insieme il 68% delle immatricolazioni: più di due vetture su tre vendute in Europa oggi hanno una spina o una batteria di supporto al motore.

Dentro questo totale, le sole elettriche a batteria hanno raggiunto una quota del 21,7%, in salita dal 15,8% registrato l’anno prima: quasi 1,64 milioni di unità immatricolate da inizio anno, il 44,9% in più del 2025. Tre mercati da soli spiegano i due terzi di questa crescita: la Francia guida con un rialzo del 74,2%, seguita da Germania, al 53,1%, e Danimarca, al 40,9%.

Le ibride senza spina restano però il segmento più venduto in assoluto, con 2,7 milioni di targhe e una fetta del 36,6% del mercato a fine agosto. Le plug-in salgono invece al 10% del totale, dall’8,8% di un anno prima.

Il quadro che emerge non è una fuga di massa dal termico verso l’elettrico puro, ma una transizione a più velocità in cui l’ibrido fa da ponte per la maggioranza degli acquirenti. Per chi sta valutando l’acquisto di un’auto nei prossimi mesi, la scelta tra ibrido ed elettrico dipende sempre più da dove si vive: dove la rete di ricarica è densa, come in Francia o Germania, l’elettrico puro è già competitivo; altrove l’ibrido resta l’opzione più prudente.

Dati diffusi dall’Acea e ripresi da Agi.it giovedì 24 settembre 2026.