SAC, la società che gestisce gli scali di Catania e Comiso, ha chiuso la prima fase della sua privatizzazione. Il traguardo è cedere almeno il 51 per cento delle quote a un socio industriale. Le domande dovevano arrivare entro inizio giugno: ne sono arrivate quattordici, e dopo i controlli sui requisiti il consiglio di amministrazione ne ha ammesse dieci, escludendone quattro.

Lo riporta BeBeez, la testata italiana specializzata in private equity, che ieri ha ricostruito l’elenco completo di ammessi ed esclusi.

Tra i dieci ci sono operatori già dati per favoriti nei mesi scorsi. Vinci Airports arriva dalla Francia. Mundys, che fino a poco tempo fa si chiamava Atlantia, risponde oggi a Edizione e Blackstone. La holding 2i Aeroporti mette insieme F2i sgr, CDP Equity e Asterion Industrial Partners. SAVE gestisce lo scalo veneziano ed è partecipata da Finint Infrastrutture e Ardian. Ci sono poi l’olandese Royal Schiphol Group e l’argentina Corporacion America Airports, già presente in Toscana. A queste si aggiungono quattro sigle meno attese: l’indiana Adani Airport Holdings, il britannico MAG Overseas Investment, legato a Manchester Airports Group, Oman Airports Management Company, riconducibile al fondo sovrano dell’Oman, e il fondo Macquarie European Infrastructure Fund. Restano fuori, pur essendo stati indicati in passato, il fondo emiratino ADQ, la tedesca Fraport e la spagnola Aena.

Il dossier è seguito da Mediobanca come advisor. La gara è partita a maggio, e le candidature andavano consegnate entro il 3 giugno. Sono cinque i soci pubblici che vendono. Il più grande è la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, che pesa da sola il 60,64%. Con il 12,13% ciascuno seguono Città Metropolitana di Catania, il Libero Consorzio di Siracusa e IRSAP, l’ente regionale siciliano per lo sviluppo produttivo. Quote minori spettano infine ai due Comuni: 2,02% quello di Catania, 0,96% quello di Comiso.

I numeri di bilancio spiegano l’interesse. Nel 2025 SAC ha fatturato 108,3 milioni di euro, con un ebitda da 21,8 milioni, un patrimonio netto da 133,6 milioni e una liquidità netta per 22,05 milioni. Le stime di mercato collocano il valore dell’intero gruppo tra 500 e 600 milioni di euro. Servirebbero poi più di un miliardo di euro di investimenti nei prossimi anni: lo ha detto Torrisi, parlando di benefici per tutta la Sicilia. In gioco c’è uno scalo che nel 2024 ha mosso oltre 12 milioni di passeggeri, il quinto traffico più alto in Italia.

Da qui la procedura prosegue con tappe precise. I dieci ammessi apriranno una data room per esaminare le nuove regole di governance e il piano industriale, approvati oggi dal consiglio di amministrazione. Potranno proporre correzioni al piano, poi presentare una proposta economica preliminare e non vincolante. Solo cinque arriveranno alla fase finale, quella in cui l’offerta, definitiva e vincolante, riguarda il pacchetto di maggioranza: vincolante per chi compra, non per i soci pubblici, la cui decisione finale su vendere o meno resta nelle loro mani fino all’ultimo momento utile. Il percorso, secondo Torrisi, è stato condiviso con l’Enac, la presidenza del Consiglio e il ministero delle Infrastrutture.

Non tutti condividono l’operazione. Sindacati e Sinistra Italiana criticano l’impostazione della gara. Un gruppo di legali ha depositato un esposto in Procura per verificare un possibile danno erariale, sostenendo che la stima di 600 milioni sia sproporzionata rispetto a investimenti pubblici sullo scalo superiori, a loro dire, ai 2 miliardi di euro. Il sindaco Trantino ha ribattuto che a quella somma vanno sommati i costi dei lavori, e che sarà l’asta a stabilire il prezzo reale. Resta aperto anche il nodo Comiso: la legge impone che la quota pubblica dello scalo, intitolato a Pio La Torre, non scenda sotto il 35%.

Il prossimo passaggio da monitorare è l’apertura della data room. Sarà lì che i dieci pretendenti dovranno tradurre l’interesse in un’offerta concreta, il primo vero test per capire se la forchetta di valore indicata finora reggerà quando si passerà dalle domande iniziali alle proposte vincolanti.

Secondo quanto riportato da BeBeez il 3 agosto 2026, sulla base del comunicato di SAC e delle dichiarazioni dell’amministratore delegato Nico Torrisi.