Leonardo DRS ha firmato l’accordo definitivo per acquisire Raft, la società statunitense di software per la difesa, con un pagamento interamente in contanti da 450 milioni di dollari. L’operazione rientra nella strategia del gruppo per rafforzare le competenze in intelligenza artificiale e fusione dei dati nel mercato della sicurezza nazionale americana.

Raft è stata fondata nel 2018 e ha la sua base operativa a McLean, cittadina della Virginia vicina a Washington. L’azienda produce software di missione con architettura aperta, pensato per incrociare dati che arrivano da fonti diverse e restituire alle forze armate statunitensi un quadro operativo aggiornato in tempo reale. La sua tecnologia punta a velocizzare le decisioni sul campo per i clienti legati alla sicurezza nazionale, un settore dove il contratto pubblico premia chi riesce a integrare più sistemi in uno solo.

Sul piano finanziario l’operazione pesa poco sui numeri complessivi del gruppo americano. Leonardo DRS è quotata al Nasdaq ma resta controllata per il 71,38% dalla capogruppo italiana: il fatturato 2025 ha sfiorato i 3.650 milioni di dollari, mentre in Borsa il gruppo vale circa 13 miliardi. Raft, che genera tra 80 e 105 milioni di dollari l’anno con poche centinaia di dipendenti, porta un contributo di appena il 2-3% al fatturato complessivo.

Il prezzo implicito pagato per Raft supera tra quattro e cinque volte il suo fatturato annuo, un livello che il mercato riserva di solito alle società di software per la difesa con una crescita rapida basata sull’intelligenza artificiale. Il management di Leonardo DRS prevede un contributo positivo all’utile per azione già a partire dal primo esercizio in cui i conti di Raft saranno consolidati per dodici mesi interi, oltre a un beneficio fiscale di 50 milioni di dollari di valore attuale spalmato sui prossimi quindici anni.

John Baylouny, che guida Leonardo DRS in qualità di presidente e amministratore delegato, ha dichiarato che l’operazione accelera investimenti già avviati internamente e rende più veloce l’offerta di soluzioni di missione basate sull’intelligenza artificiale, con la velocità che oggi il mercato della difesa richiede. Shubhi Mishra, che ha fondato Raft e oggi la guida come amministratrice delegata, ha aggiunto che unire i sensori e i sistemi di calcolo di Leonardo DRS con la tecnologia di Raft permetterà di scalare l’offerta a livello globale senza chiudere i clienti dentro sistemi proprietari.

Il comunicato non include dati di bilancio di Raft verificati da un revisore indipendente, perciò le cifre su ricavi e margini restano stime fornite dalle due società coinvolte. L’operazione resta comunque soggetta alle consuete autorizzazioni regolamentari, con chiusura attesa entro la fine del 2026 e finanziamento in arrivo dalla cassa disponibile e dal credito revolving già concesso a Leonardo DRS.

Il costo dell’operazione grava soltanto sul bilancio della controllata americana, mentre l’impatto diretto sui conti consolidati della capogruppo italiana rimane limitato. Il vantaggio per Leonardo arriva piuttosto dal rafforzamento competitivo di Leonardo DRS sul mercato statunitense della difesa, dove hardware, software e dati devono ormai integrarsi in un’unica offerta per restare competitivi con i clienti governativi.

Chi segue il titolo Leonardo DRS al Nasdaq dovrà aspettare i conti con dodici mesi pieni di Raft già dentro il bilancio per capire se il multiplo pagato si tradurrà davvero in un margine più alto, come promette il management del gruppo.

Dati e dichiarazioni riportati da Money.it il 30 luglio 2026, giorno di pubblicazione della notizia.