Ferragamo ha chiuso il primo semestre 2026 con 468 milioni di euro di fatturato. Rispetto a un anno fa il dato grezzo è più basso dell’1,3%, ma se si toglie l’effetto del cambio il fatturato cresce dell’1,9%. Lo riporta PambianoNews, che ha pubblicato i conti della maison fiorentina il 4 agosto 2026.
Il dato racconta due trimestri opposti. Tra gennaio e marzo le vendite erano scese di oltre cinque punti percentuali. Tra aprile e giugno, invece, il gruppo ha incassato 259 milioni di euro: un recupero del 2,4% a valuta corrente e del 4,6% al netto del cambio. Il ribaltamento arriva soprattutto dal Nord America, dove i ricavi trimestrali sono saliti di oltre undici punti percentuali. Quel mercato da solo ha compensato la debolezza registrata in Europa e in Asia.
Sui conti, il segnale più forte riguarda la redditività. L’utile netto del semestre, quota di terzi inclusa, si è fermato a 1,5 milioni di euro. Un anno prima, nello stesso periodo, i conti rettificati segnavano una perdita adjusted di 16 milioni di euro. L’ebitda è salito a 90 milioni, contro i 73 dell’anno scorso, mentre l’ebit è tornato positivo per 21 milioni dopo un valore rettificato negativo per 3 milioni. Il margine lordo si è portato al 69,2% del fatturato, oltre un punto sopra il livello di un anno fa, grazie a una quota maggiore di articoli venduti senza sconto.
I risultati hanno alimentato l’entusiasmo degli investitori per mesi. Tra gennaio e giugno il titolo Ferragamo è salito del 30,4%, la performance migliore tra i grandi nomi del lusso quotati in Europa. Il progresso da inizio anno, calcolato dopo il calo di stamattina in apertura di seduta, scende al 26 per cento, mentre sui dodici mesi precedenti supera il 100%. Il rally colpisce perché è avvenuto senza un amministratore delegato alla guida. Marco Gobbetti ha lasciato l’incarico nel marzo del 2025 e la casella non è mai stata riempita. La pubblicazione dei numeri del semestre, infatti, non ha convinto subito il mercato: alla riapertura di Piazza Affari il titolo ha ceduto circa sei punti percentuali.
Guardando ai canali di vendita, i negozi diretti pesano ormai per tre quarti del fatturato del gruppo. Sono cresciuti dell’1,8% a valuta corrente nel semestre, sostenuti da un secondo trimestre in cui l’online ha segnato un incremento a doppia cifra. Il canale wholesale, al contrario, ha perso circa un decimo del proprio giro d’affari nei primi sei mesi.
Sul fronte geografico il Nord America resta il traino principale, con 154,9 milioni abbondanti di euro nel semestre e un progresso vicino al 10% a valuta corrente. Anche Centro e Sud America corrono, con un progresso a doppia cifra nel periodo. Asia Pacifico ed Europa vanno invece nella direzione opposta, entrambe in calo a doppia cifra percentuale. Il Giappone frena e si ferma a poco più di 34 milioni.
Tra le categorie merceologiche, le calzature restano il segmento più solido, con oltre 200 milioni di ricavi. La pelletteria arretra invece di circa sette punti percentuali. Seta e abbigliamento pronto crescono entrambi, pur pesando una quota minore sul totale delle vendite.
Per chi segue il titolo in Borsa, il nodo resta la governance. Finché il gruppo non sceglie un nuovo amministratore delegato, ogni trimestre in miglioramento rischia di essere letto come un rimbalzo isolato, non come l’avvio di una fase stabile. La reazione negativa del titolo alla pubblicazione dei conti, nonostante numeri migliori delle attese, va già in questa direzione.
Dati e cifre riportati da PambianoNews, che ha pubblicato il bilancio semestrale di Ferragamo il 4 agosto 2026.