Il cda di EQUITA Group ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con i conti migliori da quando il gruppo è quotato in Borsa. I ricavi netti consolidati salgono a quota 60,2 milioni, l’11% in più dei 54,1 milioni dei primi sei mesi del 2025. L’utile netto adjusted, che esclude i costi straordinari sostenuti per la consulenza su progetti strategici, ha toccato 13,6 milioni con lo stesso ritmo di crescita.

Guardando solo il business legato ai clienti, l’aumento è più marcato: quella componente da sola vale oggi 58,6 milioni, il 35% in più rispetto a un anno fa. La marginalità resta solida, con l’utile adjusted che pesa per il 22% sui ricavi totali. L’utile netto contabile, la misura senza le rettifiche straordinarie, arriva invece a quota 13,0 milioni, il 7% in più.

L’indicatore più significativo è forse il ROTE, il rendimento sul patrimonio netto tangibile: è salito al 42%, dal 30% di un anno prima. Il rafforzamento della redditività si accompagna a una base patrimoniale ampia: l’indice IFR resta a 3,3 volte i requisiti minimi richiesti dalla normativa.

Global Markets, la divisione più dinamica del gruppo, ha portato a casa 41,6 milioni, il 29% in più su base annua, con un secondo trimestre particolarmente intenso. Al suo interno, Sales & Trading ha guadagnato il 37%, fino a toccare 17,5 milioni grazie ai maggiori volumi scambiati su azioni e derivati. Il trading guidato dagli ordini della clientela e il market making hanno fatto ancora meglio: +124%, arrivando a quota 20,5 milioni, un balzo legato sia alle scelte operative dei clienti sia alla gestione di alcuni eventi di mercato fuori dall’ordinario.

L’Investment Banking ha tenuto meglio del mercato ma non è cresciuto: i ricavi sono scesi del 7% a 15,9 milioni, mentre il valore complessivo delle fusioni e acquisizioni chiuse in Italia nello stesso arco di tempo è calato del 27%. Nonostante il calo dei ricavi, EQUITA resta la prima banca d’affari indipendente del paese. Guardando al valore complessivo delle operazioni, il gruppo ha seguito un volume vicino ai 55 miliardi di euro in 14 mandati diversi.

L’Alternative Asset Management contribuisce con commissioni pure di gestione in crescita del 13%, che sfiorano i 4,6 milioni, mentre le masse amministrate hanno raggiunto un valore vicino a 1,2 miliardi. Per la seconda metà dell’anno, il management si dice cautamente ottimista, un giudizio legato alla pipeline di nuovi mandati e ai passi avanti nel portare a bordo Xenon Private Equity e nell’accordo commerciale siglato con BCC Iccrea.

Numeri come questi, in una società che vive di commissioni legate ai volumi di mercato, dipendono in buona parte da un contesto favorevole che potrebbe non ripetersi allo stesso modo nel secondo semestre. Chi segue il titolo in Borsa dovrebbe guardare al prossimo trimestre come al vero banco di prova: capire se la crescita di Global Markets regge anche con volumi di mercato meno eccezionali dirà quanto è strutturale, e quanto congiunturale, il salto di redditività di quest’anno.

Dati tratti dai risultati del primo semestre 2026 di EQUITA Group, riportati da Wall Street Italia giovedì 10 settembre 2026.