Eni ha avviato con TotalEnergies lo sviluppo del giacimento di gas Cronos, al largo delle coste di Cipro. L’obiettivo è portare il primo carico sul mercato entro il 2028. Si tratta del primo progetto energetico del gruppo italiano nel Paese, e del primo sviluppo degli idrocarburi nella storia dell’isola. Le stime preliminari collocano le risorse del giacimento oltre i 3.000 miliardi di piedi cubi, l’equivalente di circa 85 miliardi di metri cubi di gas. Il paragone naturale è con l’Egitto, che dieci anni fa era nella stessa posizione. Lo riporta Fortune Italia, che ha ricostruito i dettagli industriali dell’operazione.

La produzione a regime dovrebbe toccare quota 500 milioni al giorno, calcolati in piedi cubi standard, l’unità di misura tipica del settore. Il gas estratto da Cronos non arriva però direttamente in Europa. Prima passa dal giacimento egiziano di Zohr, scoperto da Eni nel 2015 e oggi il più grande produttore di gas del Mediterraneo orientale. Da lì viene trasferito e liquefatto nel terminale di Damietta, prima di essere spedito verso i mercati internazionali, soprattutto quelli europei.

Appoggiarsi a impianti già operativi in Egitto, invece di costruirne di nuovi, riduce i costi dell’operazione e accorcia i tempi di ingresso sul mercato. Limita anche l’impatto ambientale del progetto. Eni commercializzerà direttamente metà del gas naturale liquefatto ottenuto da Cronos, circa 1.400.000 tonnellate l’anno. La cifra rientra in un piano più ampio: il gruppo punta a far crescere oltre quota 20 milioni di tonnellate l’anno il volume di Gnl già coperto da contratti, entro la fine del decennio. È un obiettivo dichiarato da tempo, non una conseguenza diretta di Cronos da sola.

Claudio Descalzi, amministratore delegato del gruppo, ha inquadrato l’operazione come una tappa verso un ruolo di Cipro da produttore ed esportatore di gas in Europa. Ha parlato anche di un possibile polo regionale energetico nel Mediterraneo orientale. Le infrastrutture userebbero quelle già presenti in Egitto. Il presidente di TotalEnergies, Patrick Pouyanné, ha collegato invece l’accordo alla sicurezza energetica europea, in un momento in cui il continente cerca di diversificare le fonti da cui importa gas naturale liquefatto. Nessuna delle due società ha reso noto il valore economico dell’investimento necessario per sviluppare il giacimento: un dettaglio che manca a un annuncio altrimenti ricco di cifre tecniche.

Restano da definire i contratti di fornitura verso i clienti europei. Manca anche il costo finale dell’operazione. Sono questi due elementi a stabilire quanto il gas di Cronos peserà sui prezzi del Gnl importato in Italia. Chi segue il mercato energetico dovrebbe guardare ai prossimi contratti di acquisto pluriennali: è quel segnale a dire quanto in fretta questo gas entrerà davvero nei flussi verso l’Europa.

Secondo quanto riportato da Fortune Italia il 28 luglio 2026, i dettagli tecnici del progetto Cronos arrivano da Eni e TotalEnergies.