Credem, il gruppo bancario di Reggio Emilia quotato a Piazza Affari, ha annunciato un utile netto consolidato di 312,9 milioni di euro per il primo semestre del 2026, il 12,5% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il confronto tiene conto di un fattore non ricorrente. Nel primo semestre del 2025 Credem aveva incassato una plusvalenza di 93,7 milioni di euro dalla cessione, a inizio anno, del business di merchant acquiring, la gestione dei pagamenti con carta per i negozianti. Senza quel beneficio, l’utile di un anno fa sarebbe stato di 278,1 milioni di euro: la crescita del 2026 arriva quindi quasi interamente dall’attività ordinaria della banca.
Sul fronte del credito, i prestiti alla clientela hanno raggiunto 37,5 miliardi di euro, in aumento del 2,1% su base annua. La banca ha acquisito oltre 100.000 nuovi clienti nel semestre. La raccolta complessiva, che somma depositi, gestito e amministrato, è salita a 120,8 miliardi di euro, il 12,8% in più rispetto a un anno fa. Il ritmo di crescita è superiore a quello dei prestiti, segno che l’espansione arriva più dalla raccolta che dall’attività di finanziamento.
Il Gross NPL Ratio, l’indicatore che misura la quota di crediti deteriorati lordi sul totale dei prestiti, si è fermato all’1,5%. La media delle banche italiane definite significative dalla vigilanza è al 2,1%, quella delle banche europee al 2,2%. Le banche “significative” sono quelle sottoposte alla vigilanza diretta della BCE, di norma i gruppi di dimensioni maggiori. Credem parte quindi da una qualità del credito nettamente migliore della media di sistema.
Guardando al capitale, il CET1 ratio del gruppo bancario, l’indicatore che misura la solidità patrimoniale rispetto alle attività ponderate per il rischio, ha raggiunto il 17,45% a fine giugno. Il CET1 ratio di vigilanza si ferma al 16,22%, quasi il doppio dell’8,55% che la BCE impone come soglia minima a Credem. La redditività resta elevata: il ROTE annualizzato è al 15,9%, il ROE al 14,1%. Il direttore generale Stefano Morellini ha collegato i risultati alla strategia di crescita organica dell’istituto, parlando di filiali, consulenza finanziaria e presenza sui territori come base per generare “valore sostenibile nel tempo”. Morellini ha aggiunto che la banca continua ad assumere personale, anche attraverso la tecnologia, e guarda con interesse a eventuali acquisizioni esterne per sostenere famiglie e imprese sui territori serviti.
Questi numeri arrivano da una nota diffusa da Credem il 5 agosto, ripresa da Borse.it, non ancora dal bilancio semestrale certificato. La relazione con i dati sottoposti a revisione contabile arriverà nelle prossime settimane. Il confronto sulla qualità del credito e sul capitale resta comunque a favore della banca, con il Gross NPL Ratio sotto sia la media delle banche italiane sia quella delle banche europee.
Per chi ha un conto corrente, un mutuo o titoli di risparmio con Credem, il dato più concreto non è l’utile ma il livello di capitale. Una banca con un CET1 di vigilanza quasi doppio rispetto al minimo richiesto ha più margine per assorbire eventuali difficoltà senza intaccare i depositi. Il prossimo passaggio da monitorare è il bilancio certificato.
Dati e dichiarazioni tratti dalla nota diffusa da Credem il 5 agosto 2026, ripresa da Borse.it.