Il gas è aumentato del 13,5% negli ultimi sei mesi, l’elettricità del 10,1%: lo rileva un’analisi di Confartigianato diffusa mercoledì 23 settembre, che stima la spesa aggiuntiva in un miliardo e ottocento milioni di euro sostenuta dalle famiglie italiane per l’energia nello stesso periodo.

Confartigianato, l’associazione che rappresenta artigiani e piccole imprese, ha rilanciato la richiesta di sospendere l’Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione. Le centrali elettriche pagano un prezzo per ogni tonnellata di CO2 emessa, e quel costo finisce dentro il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica: da lì passa direttamente in bolletta.

L’aumento arriva nel momento peggiore del calendario. La stagione fredda porta consumi più alti sia per il gas che per l’elettricità, quindi il doppio rincaro si somma proprio quando le famiglie useranno di più riscaldamento e luce. Chi ha un contratto a prezzo variabile vedrà l’effetto già nelle prossime fatture. Chi è a prezzo fisso lo sconterà al primo rinnovo del contratto.

La proposta di fermare l’Ets torna ogni volta che i prezzi energetici salgono in modo marcato, ma non ha ancora trovato spazio nell’agenda europea. Il meccanismo è uno dei pilastri della strategia di decarbonizzazione dell’Unione: sospenderlo, anche solo per un periodo limitato, richiederebbe un accordo tra gli Stati membri che oggi manca.

Restano nel frattempo gli strumenti nazionali già attivi, come il bonus sociale per le famiglie in difficoltà economica e alcune agevolazioni fiscali legate ai consumi energetici delle imprese. Confartigianato chiede che a queste misure si aggiunga un intervento strutturale sul costo delle emissioni, non solo interventi temporanei legati alla stagione invernale.

La cifra, un miliardo di euro più altri ottocento milioni, copre l’insieme delle famiglie italiane nell’arco dei sei mesi presi in esame dall’analisi, non un singolo trimestre: è un costo già sostenuto, non una proiezione. Le prossime revisioni trimestrali delle tariffe, attese nei mesi autunnali, diranno se la salita continua allo stesso ritmo o comincia a rallentare.

Il nodo resta lo stesso da mesi: un rincaro nato a livello europeo, sul mercato all’ingrosso, che nessuna misura nazionale può correggere del tutto senza intervenire sul meccanismo Ets stesso. Finché quel meccanismo resta invariato, ogni tensione sui mercati del gas si trasferisce quasi automaticamente sul prezzo della luce, indipendentemente dal fornitore scelto dal consumatore finale.

Chi ha una bolletta a prezzo variabile dovrebbe controllare la prossima fattura per misurare l’impatto reale dei due rincari, e valutare se convenga passare a un prezzo fisso prima che l’inverno porti nuovi aumenti.

Dati diffusi da Confartigianato e ripresi da Tgcom24 nell’edizione di mercoledì 23 settembre 2026.