Azimut, il gruppo di risparmio gestito quotato a Piazza Affari, ha chiuso luglio con una raccolta netta che vale 1,1 miliardi di euro, un flusso che porta il totale dei primi sette mesi del 2026 a quota 9,2 miliardi. Le masse gestite dal gruppo salgono a 157,8 miliardi di euro. La crescita è del 12% da gennaio. Il dato conferma un 2026 particolarmente positivo, fin qui, per la società guidata da Alessandro Zambotti, che ricopre in Azimut il doppio ruolo di amministratore delegato e direttore finanziario.
Zambotti ha collegato il risultato allo slancio commerciale delle reti distributive, con un contributo rilevante arrivato da Turchia e Marocco, due mercati su cui Azimut ha investito negli ultimi anni per diversificare la base clienti fuori dall’Italia. Azimut ha reti di consulenza finanziaria e joint venture locali in entrambi i paesi, un modello che replica all’estero l’impianto già usato in Italia con i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede. A pesare in senso opposto è stata l’uscita di un mandato istituzionale statunitense, che ha eroso parte degli afflussi lordi del mese. Il gruppo non ha quantificato separatamente l’entità di quel deflusso.
Anche i fondi di investimento alternativi hanno contribuito al risultato di luglio, trainati dalla raccolta arrivata da Stati Uniti, Turchia e Brasile. I fondi alternativi investono in attivi meno liquidi, dal private equity al private debt, e generano commissioni di gestione più alte rispetto ai fondi comuni tradizionali. Per questo il gruppo li considera centrali nella strategia di crescita dei ricavi, non solo delle masse. Prosegue in parallelo l’espansione delle affiliate strategiche, questa volta in Australia e negli Stati Uniti: due mercati dove il gruppo cerca partner locali invece di procedere con acquisizioni dirette.
I numeri diffusi arrivano dalla società stessa e non sono ancora stati verificati da un bilancio trimestrale certificato. Il gruppo comunica la raccolta mensile con un comunicato stampa proprio, una prassi comune tra i grandi gestori quotati ma che non sostituisce la rendicontazione trimestrale certificata dai revisori. Il balzo del patrimonio gestito non dipende solo dai nuovi versamenti: una fetta consistente arriva dal rialzo del valore degli asset già in portafoglio, l’effetto mercato che si somma alla raccolta effettiva del mese. I 9,2 miliardi raccolti dall’inizio dell’anno pesano per una quota minoritaria sull’aumento complessivo del patrimonio gestito. Il gruppo non ha fornito una scomposizione ufficiale tra le due componenti.
Wall Street Italia ha riportato i dati giovedì 6 agosto, giorno della diffusione della nota societaria. Per chi ha in portafoglio fondi della rete Azimut o segue il titolo in Borsa, il prossimo appuntamento utile è la trimestrale di fine settembre. Quel report includerà margini e utili, non solo il dato lordo della raccolta. Chi valuta di affidare nuovi risparmi alla rete, o chi ha già un consulente Azimut, può usare il dato di luglio come riferimento. Conviene chiedere in quale segmento, fondi tradizionali, alternativi o mandati istituzionali, sono confluiti i propri versamenti.
Dati diffusi dal gruppo Azimut e riportati da Wall Street Italia giovedì 6 agosto 2026.