Il fondo di private equity statunitense Apollo Global Management ha vinto la gara per il controllo di easyJet, superando l’offerta rivale del fondo Castlelake. Il Financial Times ha visionato i documenti della proposta e riporta che il vettore britannico è destinato ad allontanarsi ulteriormente dal modello low cost puro.
Apollo punta a rendere più redditizia la compagnia aggiungendo funzioni pensate per i clienti business sulle tratte principali, con l’obiettivo di intercettare passeggeri nei mercati che stanno crescendo di più. Il fondatore Stelios Haji-Ioannou aveva già indicato questa direzione da tempo: easyJet negli ultimi anni ha scelto basi in scali più cari, arrivando a competere con nomi come Air France, ben più grandi di lei.
I documenti descrivono anche un piano per aumentare i margini attraverso i servizi accessori, con una piattaforma tecnologica rinnovata a supporto. Imbarco prioritario, gestione dei bagagli e pasti a bordo rendono più delle semplici vendite di posti, ed è su questa leva che Apollo intende spingere.
Apollo valuta inoltre intese per vendere biglietti in comune e condividere tratte con altri vettori, uno schema tipico delle compagnie che coprono le rotte intercontinentali. I documenti confermano anche che nascerà infine il programma fedeltà già promesso da easyJet, con debutto atteso nel 2027.
Non tutti i tasselli del piano convincono gli osservatori. Il Financial Times ha raccolto anche il parere di John Strickland, analista aeronautico, che vede un rischio concreto nella condivisione di posti con compagnie di lungo raggio: la gestione dei bagagli nei trasferimenti tra un volo e l’altro.
Il fondo, già proprietario in passato di compagnie come Aeromexico e Sun Country Airlines, ha assicurato che non taglierà personale nei dodici mesi successivi alla chiusura dell’operazione. Uno dei nodi finanziari riguarda invece i dividendi: in una delle nuove entità create per l’operazione, le azioni promettono ogni anno un rendimento del 14% sotto forma di dividendo fisso e preferenziale, anche se dai documenti non risulta chiaro se i nuovi soci lo incasseranno davvero.
La governance cambia insieme alla proprietà. Il fondatore Haji-Ioannou porterà nella nuova società la quota del 15% oggi in mano alla sua famiglia, salendo così fino al 49,9% delle quote senza versare capitale aggiuntivo, perché l’operazione userà nuovo debito su una delle holding coinvolte. Le regole comunitarie impongono che una compagnia aerea resti per oltre la metà in mani di Stati o cittadini dell’Unione europea, e un fondo che ha il 5% della società riservato ai dipendenti Ue basterà a superare quella soglia.
Chi scenderà sotto il 20% di partecipazione non potrà nominare consiglieri e rischia di restare escluso anche dai documenti più delicati. Ogni investitore privato dovrà rispettare un blocco di tre anni prima di poter cedere le proprie azioni agli altri soci, e solo dopo potrà cercare un compratore esterno. Il nuovo cda avrà nove poltrone, la maggioranza riservata a rappresentanti di Paesi Ue, e la presidenza andrà a un nome scelto da Apollo.
Chi vola spesso con easyJet può aspettarsi tariffe di partenza meno aggressive e più voci di spesa separate, dall’imbarco prioritario ai bagagli, con il programma fedeltà atteso entro il 2027. Conviene inoltre seguire gli accordi di code-sharing che verranno firmati, perché è lì che si deciderà la qualità del servizio nei viaggi con cambio di aereo.
Notizia riportata da la Repubblica l’8 agosto 2026, sulla base dei documenti dell’offerta visionati dal Financial Times.