Sono 17 i miliardi di dollari con cui Aon acquisirà Usi Insurance Services, assorbendo le quote finora divise tra Kkr e gli altri soci della compagnia. È la seconda operazione di peso del gruppo dopo l’acquisto di Nfp nel 2024, e punta a dare ad Aon più peso nel segmento statunitense delle aziende di media dimensione. Il giorno dell’annuncio le azioni di Aon hanno chiuso in calo del 9,5%: gli investitori, a differenza del management, non sembrano convinti del prezzo pagato.
Il ceo Greg Case ha motivato la scelta con la necessità di unire competenze, dati e tecnologie proprietarie per rispondere a rischi sempre più articolati, definendo il risultato dell’operazione come un “vantaggio contestuale” per l’azienda. È la lettura che offre il management: i numeri dell’operazione raccontano una versione più cauta.
Al netto delle imposte l’esborso scende a 16,7 miliardi di dollari, un multiplo di circa 14,5 volte l’utile operativo lordo se si considerano i risparmi attesi dall’integrazione. Per finanziare l’acquisto Aon emetterà nuovo debito su scadenze diverse a seconda delle condizioni di mercato: la società ha già annunciato che congela gli attesi riacquisti di azioni proprie, dando priorità al rimborso del debito e alla cedola agli azionisti.
Le due società restano formalmente indipendenti fino al closing, atteso entro la fine del 2026 e condizionato al via libera delle autorità antitrust competenti. I due consigli di amministrazione hanno però già approvato l’intesa senza voti contrari.
Sul piano industriale, l’obiettivo è consolidare Aon come piattaforma di riferimento per le medie imprese americane, un mercato che supera quota 40 miliardi di dollari e da cui arriva più di un terzo di tutti i premi Usa legati a danni e responsabilità civile. L’operazione apre inoltre le porte al segmento e&s, le polizze excess & surplus vendute tramite grossisti e agenti, che oggi coprono circa un quarto dei premi assicurativi commerciali del Paese.
Dal lato tecnologico, Usi porta in dote la piattaforma dati Usi One, che Aon userà per potenziare l’analisi dei rischi e lo sviluppo di prodotti costruiti sull’intelligenza artificiale. Le sinergie sull’Ebitda rettificato sono stimate in 395 milioni di dollari l’anno, ma un effetto positivo sull’utile per azione arriverà, secondo le previsioni del gruppo, non prima del 2028.
Per chi ha in portafoglio azioni Aon, il calo in Borsa segnala che il mercato chiede tempo prima di premiare un’operazione così grande. Il primo banco di prova sarà la reazione delle autorità di regolamentazione nei prossimi mesi, seguita dai conti del 2027, il primo esercizio a includere l’effetto pieno dell’acquisizione.
Dati e dichiarazioni riportati da Forbes.it nell’articolo pubblicato il 1° settembre 2026.