Aflabox ha raccolto 1.350.000 euro in un round Seed. La startup agritech, con sede in Italia, userà il capitale per accelerare lo sviluppo della piattaforma di controllo qualità basata sull’intelligenza artificiale. L’operazione fa parte di FoodSeed, il programma dedicato alle startup agrifood della rete nazionale di Cdp Venture Capital, coordinato da Eatable Adventures. Ha partecipato anche Farming Future. È il polo per il trasferimento tecnologico dell’agrifood creato con il sostegno di Cdp Venture Capital SGR e di ToSeed & Partners.

Aflabox non è un semplice strumento da laboratorio. Il sistema combina un dispositivo portatile, immagini a raggi ultravioletti e a luce bianca, e modelli di intelligenza artificiale che restituiscono un esito digitale condivisibile in meno di novanta secondi. Ogni scansione alimenta anche una base dati geolocalizzata, consultabile via cloud, utile a seguire qualità, contaminazioni e rischi lungo la filiera.

I fondi finanzieranno tre fronti: la certificazione tecnica del dispositivo, la crescita commerciale in Italia, Kenya e Nigeria e la costruzione di un piccolo stabilimento produttivo dedicato ad Aflabox. Una quota sarà destinata anche a rendere più precisi gli algoritmi e ad allargare la rete di vendita tra il continente africano e l’Europa.

Le micotossine sono composti tossici generati da alcuni funghi. Possono colpire mais, cereali, farine, semi oleosi e frutta secca. Le aflatossine, tra le più pericolose, pesano sulla salute di chi consuma questi alimenti e sul valore delle partite compromesse, che rischiano di perdere l’accesso ai mercati esteri. Individuarle oggi richiede quasi sempre un laboratorio attrezzato e tempi che vanno da alcune ore a diversi giorni, un limite pesante nelle zone rurali e nei paesi dove il pericolo di contaminazione è maggiore.

Fabrizio Cardillo e Luca Alinovi hanno fondato Aflabox nel luglio 2024. Lo riporta Forbes.it, in un articolo pubblicato lunedì 3 agosto. In Kenya ha già consegnato venti dispositivi all’agenzia World Food Programme, attiva sul territorio, e ha presentato la propria tecnologia alla conferenza annuale della Cereal Millers Association, nell’aprile 2026. Il progetto ha già superato una fase preliminare di validazione tecnica e la società ha depositato il brevetto legato alla propria soluzione.

Alinovi guida Aflabox da amministratore delegato dopo oltre venticinque anni nella sicurezza alimentare, compreso un passato come rappresentante della Fao ed esperto di aflatossine. Cardillo, presidente e responsabile marketing, porta con sé oltre trent’anni di attività internazionale nello sviluppo di progetti industriali in Africa. Il team tecnico comprende anche Brandon Idemudia, responsabile IA, e la data scientist Kennedy Kioko, con esperienza in modelli predittivi.

Per un settore dove il controllo qualità resta spesso lento e costoso, la scommessa di Aflabox è trasformare un’analisi da banco in un dato immediato e utilizzabile sul campo. Chi opera lungo filiere cerealicole in Africa o in Italia, dagli aggregatori agli esportatori, avrà un motivo in più per seguire se la certificazione del dispositivo arriverà nei tempi previsti: da quella tappa dipende la reale diffusione commerciale della tecnologia.

Dati e dichiarazioni riportati da Forbes.it, in un articolo pubblicato lunedì 3 agosto 2026.